GIUSTIZIA E TOPI A TORRE ANNUNZIATA

La giustizia è espressione di un principio fondamentale del vivere associato, un valore che è sempre stato posto al centro dell’organizzazione di ogni comunità.

O Cesare, o morte.

Nella società complesse e liquide, come quella attuale, rimane esigenza e principio imprescindibile.

O Cesare, o morte.

In tutte le forme di Stato, la collettività ha scelto di abdicare al bisogno di ristabilire un equilibrio dopo un torto, in favore dell’ente collettivo, che garantisca la giustizia.

Per cui la giustizia o è pubblica o non è.

O Cesare o morte.

Ma oltre che nobile ideale, punto di convergenza di diversi principi, bilancia che garantisce la possibilità stessa del vivere associato, la giustizia deve essere vissuta in concreto.

Qui oggi non sono a dirvi di nobili ideali, né di imprescindibili principi.

Né di Cesare, né di morte, ora voglio parlarvi.

Oggi voglio parlarvi di topi.

Il governo con i suoi logici e astratti tagli lineari, ha chiuso nei territori di provincia molte sedi distaccate di Tribunale.

Il Pretore di romana invenzione scendeva nel predio, diceva giustizia tra la gente, doveva essere immediatamente raggiungibile.

Oggi siamo evoluti, e dobbiamo concentrarci, anche se tra i cittadini e il tribunale c’è una sola strada tutta curve, che frana, s’intasa, viene occupata dai manifestanti, anche se per raggiungere altrimenti quel tribunale c’è un trenino, che si blocca, sopprime spesso le corse, è un servizio sul quale non si può fare affidamento, proprio perché è ora c’è e ora non c’è.

Nel 1994 si apre a Torre Annunziata la nuova sede di Tribunale.

Gli edifici che la ospitano erano stati costruiti per una Pretura, ma si sa, in Campania si è abituati ad arrangiarci.

Gli edifici non riescono a contenere un Tribunale, e nei lori primi mesi di funzionamento neanche un bagno per le donne, tanto si sa che le donne non vanno mai in tribunale.

Si corre ai ripari affittando un’area del convento dei Salesiani, e gli avvocati fanno la spola tra i due poli, uno civile e l’altro penale, in due punti distanti della città, ma si sa gli avvocati sono mobili e disponibili, anche se  i processi un po’ meno.

Nel frattempo nei territori di prossimità c’erano le sezioni distaccate di Tribunale, che avevano occupato il posto del Preture, i cittadini ancora le chiamavano Preture.

Lo Stato continua ad arretrare.

Nei territori di prossimità taglia le sezioni distaccate di Tribunale, e in molti casi anche gli uffici del giudice di pace, che laddove rimangono, occupano i locali delle sezioni distaccate.

Nel frattempo le torri in costruzione per il Tribunale, dal lontano 1994, un tempo ferme perché le ditte risultavano non avere il certificato antimafia (sic!), pur lavorando con la Procura della Repubblica, continuano ad essere in costruzione.

Si crea così un gigantesco tappo, confluiscono a Torre Annunziata le sezioni  distaccate d tutto il distretto, mentre non ci sono gli uffici, i parcheggi, i servizi igienici e il personale adeguato.

Il tribunale chiude per qualche tempo per trasloco, si lascia il posto occupato in affitto dai Salesiani, che viene occupato dagli uffici del giudice di pace.

Lo Stato arretra sempre più sul territorio, e lascia occupare i suoi avamposti di rappresentanza da uffici a cui non dà una sistemazione giuridica, un imprimatur, un sigillo di Stato.

La seconda torre viene terminata e tutto si riversa in essa.

Ad oltre un anno da questo terremoto, le strutture sono al collasso.

Non ci sono abbastanza cancellieri, e il Giudice di Pace implode, gli avvocati occupano le strutture, ma nessun cambiamento riescono ad ottenere.

In tribunale le cancellerie non ce la fanno a tenere il passo, sono tutti oberati di lavoro, con la conseguenza che quello che prima funzionava bene, adesso comincia a non funzionare, e arrivano i provvedimenti di chiusura temporanea della cancellerie, per smaltire gli arretrati.

Ora le strutture sono nuovissime, ma lo stesso non sono abbastanza, non c’è spazio per tutti, come in una casa mal amministrata, da coniugi che non abbiano saputo controllare le nascite.

In un’area chiusa tra l’autostrada e quella che un tempo, neanche tanto remoto fu una campagna, ora nei corridoi al primo piano delle torri sono comparsi i topi.

Gli avvocati si riuniscono in assemblea, mentre i topi ballano sulle loro teste.

Senza la giustizia in concreto, non può esistere l’idea di giustizia.

Sandra Paturzo – referente di MGA per il foro di Torre Annunziata

 

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