BREVE GUIDA AI FINANZIAMENTI UE PER I LIBERI PROFESSIONISTI

In arrivo  i primi Bandi  Regionali.

In questo articolo:  lo schema suddiviso per Regioni con collegamenti ipertestuali e approfondimenti su specifiche iniziative (in cosa consistono, i requisiti, l’ammontare del finanziamento, come accedere).

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Secondo quanto previsto dal  comma 475  del maxiemendamento alla Legge di Stabilità (nella nuova numerazione comma 821), i liberi professionisti sono equiparati alle imprese nell’accesso ai fondi europei.

In particolare, i liberi professionisti, spiega la norma, sono «equiparati alle PMI come esercenti attività economica, a prescindere dalla forma giuridica rivestita», in base a quanto previsto dalla Raccomandazione della Commissione UE 6 maggio 2013/361/CE, dal Regolamento UE 1303/2013, e dalle Linee d’azione per le libere professioni del Piano d’azione Imprenditorialità 2020.

La Raccomandazione 6 maggio 2003, n. 2003/361/CE della Commissione UE, relativa alla definizione delle “microimprese, piccole e medie imprese”  (Allegato, Titolo I, art. 1), considera  impresa ogni entità, a prescindere dalla forma giuridica rivestita, che eserciti un’attività economica. In particolare,  sono considerate tali le entità che esercitano un’attività artigianale o altre attività a titolo individuale o familiare, le società di persone o le associazioni che esercitino un’attività economica.

Il Regolamento UE n. 1303/2013 che disciplina – per il periodo 2014/2020 – i Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE) nell’ambito di un quadro strategico comune, definisce- ai fini delle disposizioni in esso contenute -PMI le microimprese, le piccole imprese o le medie imprese quali definite nella sopracitata Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione(articolo 2, n. 28).

Pertanto, i liberi professionisti possono accedere come le PMI ai piani operativi regionali e nazionali dei fondi sociali europei (FSE) e del fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), che rientrano nella programmazione 2014-2020.

Da qui, il nuovo interesse dei liberi professionisti verso queste tematiche.

M.G.A., come sempre diretta a agevolare i colleghi in ogni aspetto afferente la professione, anche sotto i profili della consulenza e dell’informazione, offre le indicazioni necessarie a conoscere questa nuova opportunità.

 

in ossequio alla suddetta equiparazione, sono in arrivo i primi bandi regionali in favore dei liberi professionisti.

–  quali sono queste opportunità?

 – quali sono le regioni interessate?

Al momento sono poche le Regioni che hanno avviato iniziative dirette a rendere potenzialmente accessibili i bandi, per il FES e il FERS,  non solo alle aziende, ma anche ai liberi professionisti.

I destinatari di tali bandi regionali comprendono un potenziale di 3,2 milioni di persone, tra professionisti lavoratori autonomi, per un totale di 51,1 miliardi di euro di risorse (di cui 31,1 finanziati dall’Europa e 20 miliardi finanziati dall’Italia).

I principali strumenti individuati dalle Regioni per agevolare i professionisti e le partite IVA  nell’accesso ai finanziamenti europei sono: agevolazioni a fondo perduto, accesso al credito e  contributi per l’avvio di nuove attività.

Ogni regione procede in base alle proprie priorità e con tempistiche differenti.

Alcune, già da tempo, hanno avviato misure in favore dei liberi professionisti (Toscana, Puglia, Veneto e Lazio), altre stanno procedendo allo studio delle iniziative da intraprendere che saranno, in ogni caso, adottate entro l’anno.

Di seguito,   lo schema suddiviso per Regioni con collegamenti ipertestuali e approfondimenti su specifiche iniziative (cosa sono, requisiti, ammontare del finanziamento, come accedere).

 

  1. Regione Puglia.

Mediante il Fondo NIDI (nuove iniziative di impresa), la Regione Puglia prevede l’erogazione di agevolazioni a fondo perduto anche per i professionisti e i lavoratori autonomi. Tra i requisiti non compare l’iscrizione alla Camera di Commercio, ma i beneficiari dovranno costituirsi in associazione.

I Link:

–  http://www.nidi.regione.puglia.it/

Per la Consulenza gratuita della Regione : https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=2&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwiSoYKvxNbLAhWmIpoKHXIDBrcQFggjMAE&url=http%3A%2F%2Fwww.finanziamenti.puglia.it%2F&usg=AFQjCNEbYvQ-wEzVn1KckIbC8dkF-KPJqQ&sig2=qRzlBXfJ4k1-gX3T0fuBBQ&bvm=bv.117218890,d.bGs

Attraverso NIDI la Regione sostiene le microimprese di nuova costituzione con un contributo a fondo perduto e un prestito rimborsabile.

Per le attività di consulenza o professionali è possibile accedere alle agevolazioni esclusivamente in forma di associazione o società tra professionisti.

L’obiettivo di Nidi è quello di agevolare l’autoimpiego di persone con difficoltà di accesso al mondo del lavoro. L’iniziativa viene attuata da Puglia Sviluppo S.p.A. – società interamente partecipata dalla Regione Puglia.

Il Fondo è gestito dalla Regione Puglia con il sostegno dell’Unione Europea attraverso il Programma Operativo FESR 2007 – 2013.

La Regione  mette a disposizione una serie di strumenti e punti di informazione per condurre al meglio la  partecipazione a NIDI.

Se si ha bisogno di assistenza o ulteriori informazioni, sono a disposizione numerosi sportelli gratuiti informativi e di assistenza, distribuiti in tutto il territorio regionale, che possono fornire ausilio  per la verifica dei requisiti e per la presentazione della domanda.

Nidi: Può richiedere l’agevolazione chiunque voglia avviare una nuova impresa. In caso di impresa già costituita, è possibile presentare domanda solo se la costituzione è avvenuta da meno di 6 mesi e non si è emesso la prima fattura e non si è percepito corrispettivi. L’impresa dovrà essere partecipata per almeno la metà, sia del capitale sia del numero di soci, da soggetti appartenenti ad almeno una delle seguenti categorie:

  • giovani con età tra 18 anni e 35 anni;
  • donne di età superiore a 18 anni;
  • disoccupati che non abbiano avuto rapporti di lavoro subordinato negli ultimi 3 mesi;
  • persone in procinto di perdere un posto di lavoro
  • lavoratori precari con partita IVA (meno di 30.000 € di fatturato e massimo 2 committenti)

Anche se rientrano nelle precedenti categorie, non sono considerati in possesso dei requisiti:

  • i pensionati;
  • i dipendenti con contratto a tempo indeterminato
  • gli amministratori d’imprese, anche se inattive, e i titolari di partita IVA.

L’impresa ancora da costituire deve avere meno di 10 dipendenti.

Sono ammesse a NIDI le sole imprese corrispondenti alle forme giuridiche:ditta individuale, società cooperativa con meno di 10 soci, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, associazione tra professionisti, società a responsabilità limitata.

La procedura di accesso alle agevolazioni è molto semplice.

Inizialmente si devono fornire alcune informazioni, compilando una domanda preliminare che descrive le caratteristiche tecniche ed economiche del progetto, i profili dei soggetti proponenti, l’ammontare e le caratteristiche degli investimenti e delle spese previste. Non è previsto l’invio di alcun documento cartaceo né l’uso della PEC.

Per tutte le domande preliminari, che rispettano i requisiti, è previsto un colloquio di tutoraggio presso Puglia Sviluppo durante il quale:

  •  si sarà aiutati a presentare l’istanza definitiva di accesso alle agevolazioni;
  •  si presenterà la documentazione necessaria (preventivi, individuazione della sede, ecc.);
  • saranno verificate le competenze e la consapevolezza in merito all’attività da avviare.

Le forme di agevolazione previste da NIDI sono diverse e misurate all’investimento previsto:

Se si prevede di avviare l’impresa con investimenti fino a € 50.000 l’agevolazione è pari al 100%, metà a fondo perduto e metà come prestito rimborsabile.

Se si prevede un investimento compreso tra € 50.000 ed € 100.000 l’agevolazione è pari all’90%, metà a fondo perduto e metà come prestito rimborsabile.

Per investimenti compresi tra € 100.000 ed € 150.000 l’agevolazione è pari all’80%, metà a fondo perduto e metà come prestito rimborsabile.

È inoltre previsto un contributo sulle spese di gestione dei primi sei mesi pari ad € 10.000.

Il prestito rimborsabile è erogato nella forma di finanziamento della durata di 60 mesi, con tasso fisso, pari al tasso di riferimento UE (a ottobre 2015 il mutuo sarebbe concesso al tasso dello 0,17%).

Non sono richieste garanzie fatta eccezione per le società cooperative a responsabilità limitata, per le società a responsabilità limitata e per le associazioni professionali per le quali è richiesta una fideiussione personale agli amministratori.

 

  1. Regione Lombardia.

La Lombardia, per i professionisti, prevede ben due nuovi bandi.

Il primo bando,  diretto a facilitare l’accesso al credito,  offre  specifiche “controgaranzie” con  Confidi: l’ammontare delle risorse è pari a 28 milioni di euro.

Il secondo bando prevede dei contributi per l’avvio di nuove attività: sarà accessibile alle imprese, ma anche a singoli professionisti e società tra professionisti. La dotazione complessiva è pari a 30 milioni di euro.

Il Link: http://www.enpav.it/index.php?option=com_content&view=article&id=307:27-01-2016-regione-lombardia-iniziative-a-sostegno-dei-professionisti&catid=19&Itemid

La Regione Lombardia ha dato il via a due iniziative di grandi interesse, aprendole anche ai liberi professionisti.

  1. Ha stabilito modalità e termini per l’avvio a sostegno della misura di autoimpiego e di autoimprenditorialità nell’ambito del programma Garanzia Giovani (l’iniziativa è quindi riservata ai giovani under29).

La finalità è favorire l’avvio di nuove attività imprenditoriali giovani, che possono anche assumere la forma giuridica di associazioni tra professionisti, che vengono considerate microimprese, adottando la definizione europea.

Ai giovani imprenditori o professionisti verranno offerti sevizi di consulenza, formazione e affiancamento per la fase di avvio dell’attività.

Il valore massimo del singolo contributo è di 3.200 €, la cui erogazione avviene al 70% a inizio processo e il restante 30% all’apertura effettiva dell’attività, che deve avvenire entro 45 giorni dal termine dell’erogazione dei servizi di consulenza e formazione.

  1. La Regione ha pubblicato, poi, le linee guida per l’attuazione degli interventi di formazione continua, erogati da enti di formazione accreditati presso la Regione Lombardia, i cui destinatari possono essere anche liberi professionisti, sia in forma singola che associata.

Le iniziative formative possono essere presentate anche in modo aggregato da più imprese o studi professionali.

 

  1. Regione Emilia.

L’Emilia Romagna prevede già da tempo diverse agevolazioni, per professionisti e partite Iva,  sulla formazione e la specializzazione. Recenti finanziamenti avranno ad oggetto ben 7 percorsi di alta formazione.

I Link:

http://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/entra-in-regione/bandi-regionali

http://formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/lavoro-e-competenze/approfondimenti/formazione-per-occupati

La formazione per occupati, detta anche formazione continua, è rivolta alle persone occupate  con qualsiasi forma contrattuale, anche in forma autonoma.
Ha la funzione di adeguare le competenze dei lavoratori alle esigenze dei processi produttivi e organizzativi, rafforzando così la loro “adattabilità” al mercato del lavoro.

La necessità di rafforzare la propria condizione professionale e di essere sempre in linea con le richieste del mercato vale in particolar modo per i precari e per  i lavoratori che sono a rischio di esclusione dal mercato del lavoro. I percorsi formativi hanno anche l’obiettivo di promuovere l’ innovazione produttiva e organizzativa e l’internazionalizzazione delle imprese.

La Regione Emilia-Romagna e le Province finanziano e programmano ogni anno corsi di formazione per occupati, con risorse comunitarie, nazionali e regionali.
I lavoratori possono accedere ai percorsi formativi o individualmente, se i corsi sono organizzati da enti di formazione accreditati, o attraverso l’impresa per cui lavorano, se questa ha ottenuto finanziamenti per la formazione dei propri dipendenti.

La formazione continua si può svolgere sia durante che al di fuori dell’orario di lavoro, a seconda di cosa prevede l’offerta formativa e di quali sono le preferenze individuali e l’accordo con la propria azienda.

  1. Regione Piemonte

Anche in Piemonte i lavoratori autonomi sono stati equiparati agli imprenditori già a partire dal 2009. La programmazione del Fondo sociale europeo 2014-2020 prevede, in favore dei iberi professionisti,  diverse agevolazioni : tra questeiniziative, una delle più importanti è il nuovo bando sui “Percorsi integrati per la creazione di impresa”, che sarà pubblicato entro la fine dell’anno ed esteso a liberi professionisti e partite Iva.

La Regione offrirà, tra le varie misure, un servizio di aiuto per l’avvio delle nuove attività, con sportelli aperti nel territorio.

Il Link.

http://www.regione.piemonte.it/lavoro/imprendi/imprendi/integrati.htm

Dal punto di vista delle politiche attive del lavoro è importante evidenziare come Regione e Province abbiano agito in questi anni in sinergia per promuovere e sostenere la creazione di nuove imprese e l’avvio di attività di lavoro autonomo.

La Regione si è  preoccupata di creare sportelli provinciali, finanziati con risorse del POR FSE, per prendere per mano coloro che avevano un’idea imprenditoriale, aiutarli a comprendere le loro reali capacità nell’intraprendere  ed infine accompagnarli alla costituzione dell’impresa scegliendo la tipologia più consona per la persona o le persone accompagnate nel percorso.

Purtroppo a fronte di i dati camerali, che annunciano aperture di numerose nuove imprese, ci sono dati che  denunciano la chiusura di molte imprese, spesso sono “chiusure annunciate” in quanto, con l’obiettivo di facili guadagni, sprovveduti imprenditori iniziano l’avventura imprenditoriale senza valutare tutti gli elementi economici e finanziari che concorrono alla creazione di una piccola impresa con prospettive di sviluppo, senza fare percorsi che li aiutino a comprendere cosa vuol dire “creare impresa”.

Ecco perché è stata importante l’offerta dei PERCORSI INTEGRATI PER LA CREAZIONE D’IMPRESA,  attivati dalla Regione Piemonte e gestiti dalle Province.

Si offrono

  • Azione 1. Interventi di supporto all’imprenditorialità e al lavoro autonomo
  • Azione 2. Servizi consulenziali per la creazione d’impresa e di lavoro autonomo
  • Azione 3. Tutoraggio post-avvio

Con la D.G.R. n. 92 – 6294 del 02.08.2013 che ha previsto la gestione di “Servizi di accompagnamento ed assistenza tecnica a favore dell’autoimpiego e della creazione di impresa ex art. 42 della l.r. 34/2008 e s.m.i.” attribuendoli alle Province, la Regione Piemonte ha inteso dare continuità all’attività già svolta dalle Province in materia di servizi di accompagnamento, demandando alle medesime l’attività di gestione dei servizi previsti dalla predetta legge regionale.

L’obiettivo è quello di garantire nei territori provinciali la prosecuzione del servizio erogato dagli sportelli provinciali per la creazione d’impresa, in continuità con le iniziative della programmazione POR FSE 2007/2013 e nel periodo di definizione delle misure previste dalla programmazione POR FSE 2014/2020, al fine di evitare il rischio di interruzione di un servizio che ha avuto effetti positivi sul territorio regionale.

 

  1. Regione Friuli Venezia Giulia

Il Friuli, già in passato, ha elaborato diverse iniziative rivolte ai professionisti, benché limitatamente dirette a soggetti che esercitino l’attività in forma associata o societaria. I finanziamenti sono volti sia agli iscritti agli ordini che ai non iscritti. Inoltre, sono previste agevolazioni fiscali,  a livello regionale,  per autonomi e professionisti.

I Link.

http://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/formazione-lavoro/lavoro/professioni/

Contributo a fondo perduto per spese connesse all’avvio e al funzionamento dei primi tre anni di attività professionale in forma individuale.

A CHI SI RIVOLGE

Professionisti ordinistici regolarmente iscritti a ordini o collegi professionali.

Professionisti non ordinistici che siano aderenti ad associazioni, inserite nel registro regionale previsto dall’ art. 4 della LR 13/2004.

Professionisti non ordinistici, iscritti ad una associazione professionale inserita, ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate), nell’elenco delle associazioni professionali che rilasciano l’attestato di qualità dei servizi, pubblicato dal Ministero dello sviluppo economico nel proprio sito internet

REQUISITI

Aver iniziato l’attività professionale da non più di tre anni, decorrenti dalla data di apertura di partita IVA in forma individuale

Residenza in Friuli Venezia Giulia

Sede legale o operativa in Friuli Venezia Giulia

Svolgimento esclusivamente di un’attività libera e professionale.

Gli interessati non devono far parte di studi associati o di società di professionisti. Inoltre non devono essere:

–           lavoratori dipendenti (neanche a tempo determinato o part-time)

–           titolari di pensione di vecchiaia o di anzianità erogata dall’I.N.P.S. o da altre casse pubbliche o private

–           collaboratori di impresa familiare

–           artigiani

–           commercianti

–           coltivatori diretti

–           titolari di impresa individuale

–           amministratori di società di persone o di capitali

CHI PUÒ PRESENTARE DOMANDA DI CONTRIBUTO SUCCESSIVAMENTE ALLA SCADENZA DEL TRIENNIO

Chi ha aperto la partita IVA da più di tre anni, può beneficiare dei contributi per le spese di avvio e funzionamento se rientrante in una delle seguenti ipotesi:

  1. ha esercitato un’attività professionale presso altri studi e il suo volume d’affari, desumibile dall’ultima dichiarazione IVA presentata ovvero il totale dei componenti positivi, desumibile dall’ultima dichiarazione Unico persone fisiche presentata, risulti essere inferiore a 20.000,00 euro.

Per questa tipologia di soggetti la data di inizio dell’attività professionale, da cui decorre il triennio, coincide con quella di effettivo avvio dell’attività professionale in forma individuale ed è dichiarata dal richiedente il contributo ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa).

  1. ha variato presso la competente Agenzia delle Entrate il codice attività (ATECO) per l’esercizio dell’attività professionale per la quale viene chiesto il contributo.
    Per questa tipologia di soggetti la data di inizio dell’attività professionale, da cui decorre il triennio, coincide con la data di variazione del codice attività (ATECO).

PIANO DI SPESA

Sono ammesse a contributo esclusivamente le domande che prevedono un piano di spesa ammissibile non inferiore a 3.000,00 euro.

SPESE AMMESSE

Sono ammesse a contributo le spese strettamente connesse all’avvio e al funzionamento dei primi tre anni di attività professionale, sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda ed entro la scadenza del triennio.

Voci di spesa ammissibile a contributo:

  • attrezzature tecnologiche finalizzate all’impianto e allo svolgimento dell’attività, comprese le relative spese per l’installazione
  • arredi
  • beni strumentali, macchine d’ufficio, attrezzature, anche informatiche
  • software
  • realizzazione o revisione di un sito internet
  • spese per l’attivazione di un indirizzo di posta elettronica certificata e suo mantenimento
  • sistemi di sicurezza per contrastare atti criminosi, quali impianti di allarme, blindature, porte e rafforzamento serrature, telecamere antirapina e sistemi antifurto, casseforti, nonché interventi similari; tali spese non possono essere effettuate per l’abitazione principale
  • costi di iscrizione per partecipazione a fiere, manifestazioni, eventi e congressi in ambito nazionale e internazionale afferenti al settore di appartenenza
  • abbonamenti a pubblicazioni specializzate e a banche dati
  • acquisto di testi
  • materiali e servizi relativi a pubblicità e attività promozionali
  • adempimenti previsti per legge per l’avvio dell’attività professionale
  • adeguamento o ristrutturazione dei locali adibiti o da adibire all’esercizio dell’attività professionale, se diversi dall’abitazione principale. Rientrano le spese sostenute per opere edili, per realizzazione o adeguamento di impiantistica generale e relative spese di progettazione, direzione e collaudo, nei limiti massimi fissati ai sensi del decreto del Presidente della Regione 20 dicembre 2005, n. 453 (legge regionale 31 maggio 2002, n.14 articolo 56, comma 2. Determinazione aliquote spese di progettazione, generale e di collaudo). Il limite massimo di spesa è pari a 10.000,00 euro e l’immobile oggetto dell’intervento deve essere di proprietà del beneficiario o nella disponibilità dello stesso mediante adeguato titolo almeno fino al termine di scadenza del vincolo di destinazione dei beni;
  • locazione dei locali adibiti all’esercizio dell’attività professionale, se diversi dall’abitazione principale, nel limite massimo di spesa pari a 10.000,00 euro e per il periodo massimo finanziabile di dodici mesi
  • premio e spese di istruttoria per l’ottenimento di garanzie, in forma di fideiussioni, rilasciate nell’interesse del professionista beneficiario da banche o istituti assicurativi, nel limite di spesa massima pari a 2.000,00 euro
  • oneri finanziari relativi all’effettuazione dell’operazione di microcredito con riguardo agli interessi passivi e alle spese di istruttoria e di perizia, nel limite di spesa massima pari a euro 1.000,00.

Le spese ammissibili sono al netto dell’IVA

Sono ammissibili le spese al lordo dell’IVA, qualora l’imposta sia indetraibile e rappresenti un costo riconoscibile (es. professionisti in regime fiscale “dei minimi”)

AMMONTARE DEL CONTRIBUTO

L’ammontare del contributo è pari al 50% delle spese ammesse.

Il contributo minimo è pari a 1.500,00 euro e  contributo massimo è pari a 20.000,00 euro.

Non vengono concessi contributi per domande che prevedono piani di spesa ammissibile inferiori a euro 3.000,00 euro.

L’importo del contributo complessivamente concesso al medesimo beneficiario nell’arco del triennio non può superare il limite massimo di euro 20.000,00.

QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA

La domanda può essere presentata per due volte nell’arco del triennio, fino al raggiungimento del limite massimo di contributo pari a euro 20.000,00.

Il triennio decorre dalla data di rilascio del certificato di attribuzione del numero di partita I.V.A. da parte dell’Agenzia delle entrate territorialmente competente.

Non sono finanziabili le domande presentate successivamente alla scadenza del termine del triennio di attività, tranne nei casi espressamente previsti dal Regolamento

La domanda di contributo deve essere presentata prima dell’avvio del piano di spesa.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

Le domande di contributo devono essere presentate in bollo (16,00 euro) alla Direzione centrale lavoro, formazione, istruzione, pari opportunità, politiche giovanili, ricerca e università sulla modulistica resa disponibile su questo sito web.

OBBLIGHI DEL BENEFICIARIO E VINCOLO DI DESTINAZIONE DEI BENI

Il beneficiario è tenuto a mantenere, nei tre anni successivi alla data di conclusione dell’iniziativa:

  1. la partita IVA dichiarata per l’ottenimento del contributo
  2. la sede legale o operativa nel territorio regionale
  3. la destinazione dei beni mobili per la durata di tre anni dalla data di conclusione dell’iniziativa.

In caso di contributi ottenuti per le spese di ristrutturazione o adeguamento dei locali adibiti all’esercizio dell’attività professionale il vincolo di destinazione deve essere osservato per i locali indicati nella domanda, oggetto di adeguamento o ristrutturazione.

 

  1. Regione Lazio

La Regione Lazio, durante lo scorso anno, ha finanziato 91 progetti di formazione continua. Si prevede che, entro il mese di Aprile,  verranno emessi  ulteriori bandi  diretti a soddisfare i medesimi  obiettivi.

Altrettanto rilevanti sono i corsi di Alta Formazione, ossia particolari percorsi di perfezionamento e aggiornamento rivolti anche ai laureati per acquisire una specializzazione e apprendere nuove competenze. Sono percorsi di media e lunga durata che possono essere organizzati sia da organismi istituzionali pubblici che privati, spesso in collaborazione o su richiesta di aziende e/o enti privati. L’ obiettivo è lo sviluppo di competenze specifiche qualificanti e spendibili nel mondo del lavoro o l’aggiornamento di conoscenze già maturate nell’ambito lavorativo.

 

  1. Regione Sardegna

La Sardegna destinerà le risorse del FERS a diversi progetti: sostegno agli investimenti materiali e immateriali, formazione continua degli occupati ed apprendistato degli adulti, reinserimento occupazionale,  aiuti per avviare l’attività  e servizi di consulenza. Si tratterà di finanziamenti al 50%, ciascuno dei quali includerà i professionisti.

Il Link :

http://www.sardegnaprogrammazione.it/index.php?xsl=1402&s=35&v=9&c=7559&na=1&n=10&catrif=7949&tipodoc=1,3

 

  1. Regione Toscana

La Toscana, che già aveva adottato diverse misure in favore dei lavoratori autonomi negli anni precedenti, con la nuova programmazione europea 2014-2020 prevede di contribuire  su diverse iniziative. In particolare, la Regione Toscana intende riconoscere, tutelare, agevolare ed incentivare il coworking, forma di organizzazione del lavoro che in Italia, e non solo, si sta dimostrando essere una risposta innovativa e funzionale al cambiamento del mondo del lavoro, soprattutto per i giovani.  Ulteriori incentivi sono previsti per garantire sostegno all’ occupazione e alla  formazione continua.

 

  1. Regione  Marche

Anche i bandi delle Marche saranno aperti ai professionisti: attualmente si rinvengono  degli avvisi che finanzieranno investimenti in  beni strumentali, attrezzature (anche informatiche)   e investimenti materiali. Inoltre i prossimi finanziamenti saranno diretti ai tirocini e alla formazione, ricomprendendo potenzialmente  anche i liberi professionisti.

 

  1. Regione Veneto

Il Veneto finanzia, grazie al FSE, progetti rivolti a gruppi di imprese e di professionisti. La Regione, in particolare, desta attenzione alla competitività, formazione continua, green e blue economy; strategie di marketing; nuovi mercati e internazionalizzazione.

 

E’ bene precisare che i destinatari dei bandi, salvo rare eccezioni,  non saranno esclusivamente i professionisti e i lavoratori autonomi, quanto anche le Pmi.  Pertanto, è fondamentale che i liberi professionisti acquisiscano familiarità con le procedure di  progettazione, affinché possano concorrere  fattivamente con le imprese.

In quest’ottica, occorre principalmente rilevare che nell’ambito dei finanziamenti europei non si redige un progetto per poi porsi alla ricerca di un bando idoneo, quanto il contrario.

Infatti, perché le domande possano avere  qualche possibilità di  essere accolte deve procedersi in senso inverso e, quindi, analizzare i bandi ( requisiti, termini, obiettivi del bando) e sulla scorta di detta analisi elaborare un progetto ad hoc.

 

MGA – Dipartimento Fondi Europei e Politiche Comunitarie

 

 

 

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