10 MARZO: “CARO” CNF, …C’E’ PEC PER TE!

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IL 10  marzo faremo sentire al CNF tutto il nostro dissenso contro le eccessive indennità che si è “autoattribuito e per la “costosa” decisione di pubblicare il giornale  “Il Dubbio”

Le ragioni del nostro dissenso te le abbiamo spiegate migliaia di volte.

Se le condividi,  allorail 10 marzo  invia una pec a:amministrazione@pec.cnf.it amministrazione@pec.cnf.it e affarigenerali@pec.cnf.it con questo testo;

OGGETTO: “IL DUBBIO E LE INDENNITA’”

Presidente Mascherin, e’ uno dei nostri motti: il lavoro si paga.
Tutto: anche quello dei colleghi che compongono il CNF.
Il gettone di presenza e le indennità che vi siete appena autoassegnati non ci scandalizzano in sè.
Ma due cose ti sono mancate: due caratteristiche importanti per un avvocato.
La misura, e l’opportunità.
In tempi come questi, in cui i lavoratori avvocati fanno i conti con una crisi senza precedenti, con un assetto sociale e normativo che rende la professione economicamente sempre più gravosa e sempre meno remunerativa, con una legge professionale fabbricata apposta, coi suoi/tuoi regolamenti, per tagliare fuori i più deboli; in tempi come questi 90.000, 70.000, 50.000 euro all’anno suonano come uno schiaffo a freddo.
Ci vuole misura di questi tempi anche nel costume di vita, mentre i colleghi (bella parola questa un tempo) arrancano, collezionano cartelle esattoriali, chiudono gli studi.
Immaginare che uno di voi, con i soldi versati da noi, possa aver bisogno, per una giornata romana, di 120 euro per mangiare, 280 per dormire, e 650 per il tempo perso; insomma vedere che voi valete al giorno i mille euro che noi guadagniamo in un mese, ha il sapore sgradevole di uno sberleffo.
Troppi soldi, collega Mascherin, troppi soldi.
Troppi schiaffi morali e non, troppi sberleffi sta prendendo l’avvocatura che fatica il fine mese e le scadenze della Cassa Forense.
E ti è mancato anche il senso di opportunità.
Sarebbe stato un gesto più accettabile, il tuo, se gettoni di presenza e indennità li avessi deliberati per i tuoi, vostri successori. Non per te stesso.
Autodeliberarsi uno stipendio di 90.000 euro all’anno è gesto da padrone della ferriera.
Però l’Avvocatura non ci sta: non ci sta all’ostentazione di potere di cui questa operazione è segno.
Sotto lo stesso segno nasce Il Dubbio, organo di stampa di una istituzione che non ha alcuna rappresentanza politica dell’Avvocatura, che spetta, ex art. 39 della L. 247/12, solo al Congresso.
La questione che ci interessa non è né quella relativa ai costi, né quella relativa alla bontà di una operazione commerciale, che pure il CNF non può legittimamente realizzare: ciò che principalmente ci tocca è la questione di principio e politica che ne scaturisce.
Il CNF non ha alcuna legittimazione a proporsi come voce dell’Avvocatura: quella voce può uscire solo dal Congresso, e dall’organo deputato ad eseguire i suoi deliberati, l’Organismo Unitario dell’Avvocatura. Il CNF, organo di rappresentanza esclusivamente istituzionale non può arrogarsi il potere di parlare politicamente, come avviene con un quotidiano, a nome degli avvocati.

Gli avvocati italiani, pertanto, ti chiedono di revocare il regolamento dell’11.12.2015 in materia di indennità e gettoni di presenza, e di annullare l’operazione editoriale de Il Dubbio.

Cordiali Saluti,

Più pec arriveranno al CNF e più forte sarà la nostra pressione per fermare l’ennesima beffa ai tuoi danni !

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