CNF, BANCONOTE DI CARTONE E MONETE DI CIOCCOLATA

Presidente Mascherin, e’ uno dei nostri motti: il lavoro si paga.
Tutto: anche quello dei colleghi che compongono il CNF.

Il gettone di presenza e le indennita’ che vi siete appena autoassegnati non ci scandalizzano in se’.
Ma due cose ti sono mancate, perdonaci.
La misura, e l’eleganza.

In tempi come questi, in cui i lavoratori avvocati fanno i conti con una crisi senza precedenti, con un assetto sociale e normativo che rende la professione economicamente sempre piu’ gravosa e sempre meno remunerativa, con una legge professionale fabbricata apposta, coi suoi/tuoi regolamenti, per tagliare fuori i piu’ deboli; in tempi come questi 90.000, 70.000, 50.000 euro all’anno suonano come uno schiaffo a freddo.
Ci vuole misura di questi tempi anche nel costume di vita, mentre i colleghi (bella parola questa un tempo) arrancano, collezionano cartelle esattoriali, chiudono gli studi.
Immaginare che uno di voi, con i soldi versati da noi, possa aver bisogno, per una giornata romana, di 120 euro per mangiare, 280 per dormire, e 650 per il tempo perso; insomma vedere che voi valete al giorno i mille euro che noi guadagniamo in un mese, ha il sapore sgradevole di uno sberleffo.

Troppi soldi, collega Mascherin, troppi soldi.
Troppi schiaffi morali e non, troppi sberleffi sta prendendo l’avvocatura che fatica il fine mese e le scadenze Cassa.

E ti e’ mancata, spiace dirlo, anche l’eleganza, e il senso di opportunita’.
Sarebbe stato un gesto piu’ accettabile, il tuo, se gettoni di presenza e indennita’ li avessi deliberati per i tuoi, vostri successori. Non per te stesso.
Autodeliberarsi uno stipendio di 100.000 euro all’anno e’ gesto da padrone della ferriera.

Eppero’ l’avvocatura non ci sta e non ti riconosce come padrone.

Non ci sta all’ostentazione del potere di cui questa operazione e’ segno.
E sta facendo sentire la sua voce. Altro che il quotidiano generalista che vorresti far parlare in nostro nome: le voci quelle vere, quelle con i nomi e i cognomi, il 18 marzo saranno a Roma a dirtelo a casa tua, che dovrebbe essere anche un po’ casa nostra, visto che la paghiamo noi.

A Roma, simbolicamente, vi porteremo monete e banconote, in grande quantita’; ovviamente di cioccolata e di cartoncino, di piu’ non possiamo fare; e chiediamo a tutti i colleghi che saranno con noi di fare lo stesso.

I sacchi di soldi che vi regaleremo saranno molto, ma molto piu’ pesanti di qualsiasi gettone e qualsiasi indennita’.

Quei sacchi sono il nostro dissenso e la nostra rabbia.

MGA  – Il Consiglio Direttivo Nazionale

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