IL DUBBIO DEGLI ASSENTI.

dubbio.jpgOgni strumento astrattamente idoneo ad esprimere le posizioni politiche dell’avvocatura e’ auspicabile, anche perche’ la sua mancanza probabilmente ha contribuito a distorcere nell’opinione pubblica la percezione dei nostri problemi e del nostro ruolo sociale.
Il Dubbio pero’ nasce male.
Nasce organo di una istituzione che non ha alcuna rappresentanza politica dell’avvocatura, che spetta solo al Congresso e quindi all’OUA.
La questione non e’ ne’ di bilanci, ne’ di costi: la questione e’ di principio ed e’ politica, e allora dobbiamo porci altri interrogativi.
L’OUA non ha svolto il mandato politico ricevuto.
Il vuoto da essa lasciato e’ divenuto terra di conquista che il CNF, ma anche Cassa Forense stanno occupando, arrogandosi un diritto che non hanno: quello di parlare a nome dell’avvocatura.
Ma a prescinde dall’incapacita dei nostri rappresentanti politici, c’ e’ un dato incontestabile: la politica senza soldi non si puo’ fare, e l’OUA soldi non ne ha.
Al Congresso di Bari del 2012 e’ stata bocciata dai delegati congressuali una mozione da noi sostenuta, la mozione Callegaro, che vi chiedimao di andarvi a studiare, perche siamo stanchi di spiegare agli assenti cio’ che ogni avvocato dovrebbe conoscere.
Quella mozione prevedeva un meccanismo finalizzato a garantire ad OUA le risorse economiche necessarie per il suo minimo funzionamento. ebbene, i delegati bocciarono quella mozione.
La verita e’ che l’OUA, non si vuol farla funzionare.
E quindi le responsabilita’ di questa operazione giornalistica, che non ci piace, sono molteplici.
Inutile oggi gridare al lupo al lupo: ci siamo stancati di star dietro ai politici di facebook, quelli che snobbano le assemblee politiche o che pur presenti tacciono, pensando a tessere i loro rapporti, o alla mondanita’ dell’occasione, ai saluti, alle foto di gruppo.
Voi non c’eravate, e se c’eravate avete taciuto, specialmente a Torino.
Il Dubbio e’ colpa di tutti gli assenti, o dei presenti distratti.
Il Dubbio e’ conseguenza dell’astuzia di pochi combinata con l’inerzia dei molti.
Forse oggi dovremmo cominciare ad interrogarci sul senso della distinzione fra rappresentanza politica e rappresentanza istituzionale dell’avvocatura; distinzione incomprensibile ai piu’, foriera di confusione di ruoli, ambiguita’, confusioni e distorsioni come quella de Il Dubbio.
Se queste storture ci hanno portato al disastro di oggi, forse dovremmo pensare a qualche altro meccanismo che ci consenta di uscirne, domani.

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