MGA ADERISCE AL COMITATO PER IL NO: IL REFERENDUM COSTITUZIONALE E’ AFFARE DI TUTTI I GIURISTI

“Il disegno di legge Renzi-Boschi stravolge radicalmente l’impianto della Costituzione del 1948, ed è volto ad affrontare un momento storico difficile e una pesante crisi economica concentrando il potere sull’esecutivo, riducendo la partecipazione democratica, mettendo il bavaglio al dissenso.”

Così i costituzionalisti Rodotà, Carlassare, Pace, Villone e Ferrara si rivolgono ai cittadini italiani nel loro appello del 12 ottobre 2015, quando la cosiddetta riforma del Senato doveva ancora vedere la luce.
Oggi, a legge ormai approvata, e in vista del referendum costituzionale che chiamerà i cittadini italiani ad esprimersi su di essa, si impone una riflessione.
Lo scontro referendario fra il sì ed il no alla riforma, non è questione che si giochi sul terreno dello scontro fra fazioni “politiche” nel senso ormai quasi retrivo del termine. Non è nemmeno, come il presidente del Consiglio vorrebbe ridurla, una sorta di questione di fiducia – stavolta demandata direttamente al popolo – sull’operato del Governo: è molto, ma molto di più.
Sono in gioco invece faccende assai più rilevanti: l’impatto dello sbilanciamento in favore dell’esecutivo della nostra Costituzione voluto da Renzi “sulla sovranità popolare, sulla rappresentanza, sulla partecipazione democratica, sul diritto di voto”, sul sistema di contrappesi che caratterizzano la nostra forma di Stato, sono terreno proprio del cittadino, e ancor di più del giurista.

Come giuristi, quindi, gli avvocati di MGA ritengono di non potersi esimere dall’esserci nello scontro.
Non tanto per difendere tout court una Costituzione già alterata dalla revisione raffazzonata del titolo V e dalla previsione in essa del vincolo di bilancio; non certo per disconoscere l’affanno della nostra carta fondamentale a fronte della crisi dei partiti e dei sindacati tradizionali e del sorgere di nuove forze dal basso.
Ma perchè “l’assetto istituzionale è decisivo per l’attuazione dei diritti e delle libertà” previsti nella prima parte della Costituzione stessa.
Gli avvocati, che da mesi plaudono ai colleghi tunisini in ragione del loro impegno politico per la democrazia e per la pace nel loro paese, hanno il dovere di difendere i diritti e le libertà costituzionali della Repubblica, e infine la democrazia stessa; minata in radice dalla forma di Stato ipermaggioritaria e accentrata voluta dal Governo.

Per queste ragioni, MGA aderirà al comitato per il NO;
invita l’OUA, quale rappresentanza politica di tutta l’avvocatura, a volersi esprimere sul punto;
auspica che l’Organismo Unitario si schieri apertamente contro lo spostamento dell’asse istituzionale dalla centralità democratica del Parlamento a favore dell’esecutivo.
Su questo scacchiere tutti devono prendere posizione, noi l’abbiamo presa.

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