RICHIEDERE L’INTRODUZIONE DEL REATO DI TORTURA, UN DOVERE PER TUTTI GLI AVVOCATI: MGA C’E’.

Il 7 aprile 2015 la Corte Europea di Strasburgo, condannando l’Italia per i fatti della caserma Diaz, ha chiesto al nostro paese di dotarsi di una legislazione atta a prevenire il ripetersi di fatti simili, e quindi di introdurre il reato di tortura e la possibilità di identificare gli agenti di polizia in divisa.
Lo Stato italiano si è di fatto sinora rifiutato di adeguarsi alla condanna dei giudici europei e di approvare il disegno di legge già esistente in argomento, che, pur viziato da alcune criticità strutturali, sarebbe stato un passo avanti verso l’adozione di una normativa degna di un paese civile.
L’8 gennaio 2016 l’Italia ha offerto alle vittime dei fatti di Bolzaneto 45.000 euro a saldo e stralcio, come un qualunque avvocaticchio di provincia, per rinunciare al giudizio in corso sempre dinanzi alla Corte di Giustizia; e per evitare una seconda condanna senza che il reato di tortura abbia mai visto la luce, impantanato com’è in commissione.
MGA ritiene questo atteggiamento segnale forte di una involuzione delle istituzioni in direzioni pericolose.
Non di risarcimento da circolazione stradale stiamo parlando; ma del rapporto fra cittadino e Stato e dei principi cui esso deve essere improntato.
Non stiamo parlando del danno emergente e del lucro cessante di coloro che riportarono lesioni; stiamo parlando di un paese che aggredisce e tortura cittadini inermi, e non ha il coraggio di darsi leggi che leghino le mani e fotografino i volti e i nomi dei suoi traditori.
Il 18 marzo 2016 MGA chiederà al ministro Orlando di adoperarsi per una rapida introduzione nel nostro ordinamento del reato di tortura; e speriamo che vorranno unirsi al nostro appello tutte le istituzioni forensi, in primis l’OUA quale rappresentante politico dell’avvocatura tutta.

MGA – Dipartimento diritti umani e difese d’ufficio

sdsfasd

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