MGA alla IX Conferenza Nazionale: “La rivoluzione che vi proponiamo inizia con il voto”

L’intervento del presidente Cosimo D. Matteucci a Torino: <<Noi proponiamo alle fasce deboli della categoria una rivoluzione culturale, una rivoluzione etica, sociale e politica: equita fiscale, equita previdenziale, contrattazione collettiva nazionale, statuto dei lavoratori, diritti, investimenti sulla giurisdizione>>

“Salve a tutti, e grazie.
L’Avvocatura è in assoluto dissesto etico, l’Avvocatura è in assoluto dissesto culturale, politico ed economico.
C’è una eccessiva pressione fiscale, c’è una grave iniquità del sistema previdenziale, c’è lo sfruttamento del lavoro nero dei praticanti e degli avvocati all’interno degli studi professionali, c’è una giurisdizione inefficace ed inefficiente, e poi ci siete voi.

Perchè tutto questo disastro, a cui più volte avete fatto riferimento ha dei responsabili, e questi responsabili hanno i vostri nomi ed i vostri cognomi, questi responsabili hanno le sigle delle vostre associazioni.
Questo è bene dirlo subito per precisare immediatamente i termini dei problemi.
Ho avuto difficoltà nell’ascoltare molti degli interventi che si sono progressivamente succeduti in questi due giorni.

Li ho ascoltati con difficoltà perche erano cosi vacui, inconcludenti e politicamente arretrati che non posso fare altro, salvo quello che vi dirò, che rinviare ai precedenti interventi di MGA, che sono ancora attuali, purtroppo
I problemi, infatti, non solo non li avete risolti, ma li avete addirittura peggiorati, considerato all’esterno la perdita di ulteriore peso politico della categoria, ed all’interno l’ulteriore divaricazione della forbice reddituale tra avvocati portatori di redditi bassi e medio bassi e tutti gli altri.
Tutto questo si inserisce in un quadro generale drammatico, caratterizzato da un profondo declino etico, culturale e politico della societa, e da una grave crisi economica in cui tutta la Repubblica sta cercando di non annegare.

La combinazione di questi fattori ha determinato all’interno della categoria il peggioramento delle condizioni economiche delle fasce più deboli, gli avvocati ricchi, dobbiamo dircelo, gli avvocati ricchi fondamentalmente stanno bene, voi state bene, sì, qualcuno di voi avrà anche subito le conseguenze della stagnazione dei mercati, ma certamente la vostra forza economica vi avrà consentito di attutirne l’impatto, operazione questa che vi sarà stata ancora più agevole grazie alla protezione politica e previdenziale delle Istituzioni forensi di cui siete i principali azionisti.

Noi invece questi ammortizzatori, non li abbiamo, la nostra condizione economica non ci consente di attenuare gli effetti della crisi economica che ci ha colpiti in pieno, la nostra condizione reddituale non ci consente di attenuare la crisi della categoria… che voi avete determinato.

Ci avete costretto a sperare che non ci capitino delle spese improvvise, perche riusciremmo difficilmente a farvi fronte; ci avete costretti a sperare che non ci capitino dei problemi di salute, perche altrimenti dovremmo interrompere il nostro lavoro, ma non si fermerebbe invece la macchina esattoriale dello Stato e della Cassa Forense, non si fermerebbe Equitalia.

Vi chiedete, non so quanto in buona fede, quali siano i motivi della scarsa partecipazione alla politica forense e della scarsa fiducia nelle Istituzioni forensi, ecco, ve li ho appena spiegati.

E vengo subito al punto, e vengo subito al punto perche questa situazione deve finire.
Non si può andare avanti, cosi come state tentando di fare, cercando di eludere questi problemi, questi problemi devono essere affrontati e risolti.
E’ arrivata l’ora di fare i conti con il passato, e questo lo diciamo soprattutto alla Cassa Forense.
Gli avvocati ricchi devono pagare di più, il gettito contributivo che proviene dalle vostre fasce reddituali non è sufficiente.

Questo è il principio cardine dell’attività sindacale di MGA, questo è principio cardine su cui abbiamo costruito il nostro programma politico, fiscale e previdenziale.

Cassa Forense: deve essere risolto il conflitto previdenziale, ed il primo passo è ammettere che state erogando pensioni non coperte da una adeguata contribuzione previdenziale, il primo passo è la censura politica da parte di Cassa Forense delle pensioni maturate con l’evasione fiscale combinata con il sistema di calcolo retributivo.
La strada politica l’ha coraggiosamente aperta Boeri per quanto riguarda le pensioni retributive INPS
E’ in fase di costruzione una nuova importantissima giurisprudenza costituzionale anche in relazione ai diritti acquisiti, questa giurisprudenza va sostenuta perche i diritti quesiti devono essere aggrediti, almeno policamente e fiscalmente dallo Stato.

Per questo, da Cassa Forense, vogliamo la censura degli avvocati speculatori, per sostenere questo processo, e vogliamo anche altro:
– la trasparenza gestionale non si riduce alla sola pubblicazione del bilancio consuntivo, per questo chiediamo la pubblicazione del bilancio di previsione e soprattutto del report ALM
– vogliamo la soppressione dei contributi minimi obbligatori (almeno per i redditi bassi e medio – bassi individuabili nella fascia da 0 e 20.000 Euro);
– vogliamo il passaggio al sistema di calcolo contributivo con specifici correttivi solidaristici e vogliamo finanziare questi correttivi con l’aumento della pressione previdenziale sui redditi alti e medio-alti. In particolare, su queste fasce di reddito chiediamo di aumentare sia i contributi previdenziali che il contributo di solidarietà. Con queste risorse proponiamo di correggere il sistema di calcolo contributivo finanziando:
a) la massima estensione dell’assistenza agli avvocati portatori di redditi bassi e medio-bassi
b) una pensione minima garantita anche a coloro che hanno maturato un montante contributivo insufficiente e non abbiano raggiunto i 35 anni di contributi;
– vogliamo la progressività per fasce di reddito dei contributi previdenziali. A questo proposito anche nell’ottica di armonizzare il sistema previdenziale con quello fiscale chiediamo di adottare gli stessi scaglioni validi ai fini IRPEF;
– vogliamo la previsione, come requisito essenziale per aver diritto alla pensione di vecchiaia, della cancellazione dall’albo degli Avvocati, così come già prevista per la pensione di anzianità;

E vogliamo un’altra cosa, vogliamo che la Cassa ci metta a disposizione i suoi attuari per lo sviluppo del nostro algoritmo previdenziale, perche un altro sistema è possibile, perche l’equità previdenziale è possibile, perche un sistema previdenziale compatibile con la vita, è possibile, questa è la nostra sfida alla Cassa Forense.

Questa nostra piattaforma previdenziale si combina con il nostro programma fiscale che proponiamo all’OUA affinche, speriamo, possa farsene portatore nei confronti del Governo, chiediamo:
– la previsione di una “no tax area” per i redditi bassi;
– l’estensione del regime dei minimi (cancellando /comprimendo il forfettario);
– la garanzia per i pagamenti;
– l’accesso ai fondi sociali europei;
– l’estensione degli ammortizzatori sociali a copertura dei periodi di non lavoro
Un’altra nostra posizione non negoziabile di MGA è che la parasubordinazione negli studi legali deve essere spezzata.
La Spagna ha disciplinato il rapporto di lavoro dell’avvocato alle dipendenze di uno studio legale fin dal 2006.
Ci sono altri riconoscimenti in altri Stati Europei come la Francia che ha già inquadrato la figura degli avvocati in monocommitenza.

In Italia, invece, i problemi dei più deboli non si affrontano mai, ma si occultano, così come è stato fatto con la Legge professionale, che di fatto, prevedendo l’incompatibilità dell’esercizio della professione con qualsiasi rapporto di lavoro subordinato, ha deciso di oscurare la realtà dello sfruttamento del lavoro negli studi legali, tutelando i nobili professionisti, ed ignorando il terzo stato.
Ed è una realtà amara, che riguarda moltissimi professionisti, i quali da un lato hanno un trattamento lavorativo equivalente o spesso peggiore di quello riservato a un normale impiegato, dall’altro hanno gli stessi oneri fiscali e previdenziali del loro datore di lavoro.
Tutto questo avviene tramite la partita iva, che è diventata il nuovo strumento della precarizzazione e dello sfruttamento del lavoro.

Questa situazione deve finire, cosi come deve finire lo sfruttamento del lavoro dei praticanti,

Proponiamo per i praticanti l’adozione del contratto di apprendistato e vogliamo il riconoscimento dell’avvocato dipendente con le opportune modifiche della Legge professionale, vogliamo il contratto di lavoro, vogliamo il CCNL, vogliamo l’estensione degli ammortizzatori sociali, vogliamo che lo Statuto del lavoro riguardi anche gli avvocati, vogliamo che lo Statuto del lavoro riguardi tutti i professionisti.

E’ per questo che come M.G.A. stiamo partecipando attivamente al dibattito politico e sindacale che riguarda il nuovo progetto di Statuto dei lavori e dei lavoratori.
Perfino la FIOM è arrivata a riconoscere che non c’è gerarchia di valore tra il lavoro dipendente ed il lavoro autonomo, che non c’è gerarchia di valore tra un lavoratore dipendente ed un lavoratore autonomo, che non c’è gerarchia di valore tra un lavoratore dipendente ed un avvocato, perche siamo lavoratori anche noi.
Abbiamo una visione politica, previdenziale, sociale, e culturale dell’avvocatura che è diversa dalla vostra, e la diversità emerge fin dalle premesse di questa conferenza: IX Conferenza Nazionale dell’Avvocatura – avvocati, cittadini e imprese: un’alleanza per il rilancio dell’Italia
E cosa manca qua? Cosa manca qua? Qua manca il lavoro, manca l’alleanza con il lavoro, manca l’alleanza con il lavoratori
Non ci piace la strada che pensate di tracciare per l’avvocatura, non ci piace la strada che pensate di tracciare per noi.
Contestiamo l’assimilazione dell’avvocato all’impresa, e gli orientamenti Europei devono essere contrastati.
Non crediamo nella giurisdizione forense così come l’avete definita, sia perche la categoria non è pronta eticamente e culturalmente, sia e soprattutto perche la giurisdizione è solo ed esclusivamente dello Stato.
Ed arrivo ad un altro cardine della nostra linea politica e sindacale.
Uno dei punti principali del programma di M.G.A. è la necessità di un piano di investimenti straordinario sulla giurisdizione, affinchè ne venga garantita l’efficacia e l’efficienza.
Se la giurisdizione fosse efficace ed efficiente non ci sarebbe bisogno di alcuno strumento di definizione alternativa delle controversie.
Ma è possibile che siamo ad un punto tale da doversi affermare ovvietà di questo genere?
Quanto incassa lo Stato dal comparto Giustizia per i contributi, marche da bollo, imposte di registro ed oneri pagati a vario titolo dalle parti? Voi dell’OUA lo avete chiesto al Governo?
E’ possibile vincolare questo gettito al finanziamento della giurisdizione?
Perche l’OUA non prende posizione su questo argomento?
Una giurisdizione funzionante risolverebbe gran parte dei problemi, ce ne rendiamo conto?
Noi si, e se le giurisdizione non riesce ad autofinanziarsi, allora dobbiamo pretendere la necessaria copertura con la fiscalità generale, il Governo va incalzato, senza aver timore dello scontro politico.
Queste sono proposte che se fossero avanzate dall’OUA potrebbero trovare da parte di tutti gli operatori della giustizia, dagli avvocati, ai cancellieri, ai magistrati, sia togati che onorari.
Queste sono proposte che se fossero avanzate dall’OUA potrebbero trovare sostegno da parte di tutti gli altri lavoratori e di tutti i cittadini, perche avere una giurisdizione che funzioni è interesse di tutti.
Questa è la politica, quella vera, quella genuina, non l’attività di lobbyng proposta dal presidente della Cassa Forense.
La giurisdizione deve essere finanziata, deve essere sostenuta e deve essere difesa soprattutto dai tentativi di infiltrazione del capitale.
E veniamo al socio di capitale.
MGA è contraria alla previsione, per gli studi legali, di modelli organizzativi che consentano la partecipazione di soci non iscritti all’albo professionale, e conferenti quote di capitale.
Il socio capitalista è infatti incompatibile con la stessa natura dell’avvocatura, con quella che è la sua fondamentale funzione pubblica, con quello che è il suo ruolo di soggetto costituzionale ed imprescindibile nella difesa dei diritti delle persone e nell’attuazione del potere giurisdizionale dello Stato.
Certamente l’affermazione di questa funzione e di questo ruolo è un obiettivo politico e sindacale ancora da conseguire nella sua effettività, ma consentire l’ingresso del capitale nelle strutture organizzative degli studi legali significherebbe rinunciarvi definitivamente, e vi rinunceremmo noi per primi perche mai, mai accetteremmo che il capitale, con le sue inevitabili degenerazioni speculative possa in qualsiasi modo entrare in contatto con la giurisdizione, men che meno tramite l’avvocatura.
Questa è la principale motivazione della nostra assoluta contrarietà al socio di capitale, ve ne sono altre che riguardano svariati profili quali l’autonomia, l’indipendenza, il conflitto di interesse, il segreto professionale, che indico soltanto per ragioni di brevità espositiva.
Mi avvio alla conclusione.
Abbiamo posizioni politiche e sindacali diverse e per molti aspetti opposte, ma riconosciamo l’OUA come l’unico luogo di sintesi e di mediazione, riconosciamo l’OUA come unico rappresentante politico dell’avvocatura e ci sono chiare le aspirazioni politiche del CNF e della Cassa Forense che censuriamo così come censuriamo quelle degli Ordini e vergogna, vergogna per lo striscione di ieri, e vergogna per la vostra morosità che delegittima voi stessi ed i vostri delegati.
Chiudo.
Noi proponiamo alle fasce deboli della categoria una rivoluzione culturale, una rivoluzione etica, sociale e politica: equità fiscale, equità previdenziale, contrattazione collettiva nazionale, statuto dei lavoratori, diritti, investimenti sulla giurisdizione, su queste posizioni vogliamo confrontarci con l’OUA e la Cassa Forense, se ci saranno dei risultati plaudiremo, diversamente non ci rimane altro che fare una cosa, e adesso mi rivolgo agli avvocati che ci stanno seguendo in streaming e che risentiranno in rete.
Se la mediazione nell’OUA e con la Cassa Forense non riesce, a noi non rimane altro che appellarci a voi.
Solo voi, e noi tutti insieme abbiamo la forza per affrontare e risolvere i nostri problemi.
WP_20150926_12_01_59_Pro
La rivoluzione che vi proponiamo continua con le mobilitazioni, al fianco dei cittadini, incrociando le lotte con loro e con tutti gli altri lavoratori, per i diritti e contro il Governo che li nega, esattamente come i colleghi tunisini che abbiamo tanto applaudito ieri, e li abbiamo applauditi perche ci hanno ricordato cos’è un avvocato, perche ci hanno ricordato la nostra natura, perche ci hanno ricordato quello che dobbiamo tornare ad essere.
Cambiate voi stessi se volete cambiare il sistema.
Cambiate voi stessi, ed il sistema cambierà!
Grazie a tutti”.

M.G.A.
Il presidente
Cosimo D. Matteucci

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...