CASSA FORENSE, E’ L’ORA DI RIFARE I CONTI: GLI AVVOCATI RICCHI DEVONO PAGARE DI PIU’.

mga-vert-vertQuesto è il principio cardine su cui abbiamo costruito il nostro programma previdenziale che porteremo nuovamente all’attenzione di tutta l’Avvocatura italiana, dopo aver ottenuto due raccomandazioni congressuali.
La prima è stata approvata dal Congresso Nazionale Forense Straordinario di Milano, del 23 e 24 marzo 2012.
La seconda è stata approvata dal Congresso Nazionale Forense Ordinario di Bari, del 22-24 novembre 2012.
In sintesi:
1 – vogliamo la dichiarazione da parte di Cassa Forense circa l’attuale erogazione di pensioni non coperte da una adeguata contribuzione previdenziale;
2 – vogliamo la censura politica da parte di Cassa Forense delle pensioni maturate con l’evasione fiscale combinata con il sistema di calcolo retributivo;
3 – vogliamo la soppressione dei contributi minimi obbligatori (almeno per i redditi bassi e medio – bassi individuabili nella fascia da 0 e 20.000 Euro);
4 – vogliamo il passaggio al sistema di calcolo contributivo con correttivi solidaristici finanziati con l’aumento della pressione previdenziale sui redditi alti e medio-alti. In particolare, su queste fasce di reddito intendiamo aumentare sia i contributi previdenziali che il contributo di solidarietà. Con queste risorse intendiamo correggere il sistema di calcolo contributivo come segue:
a) finanziare una pensione minima garantita anche a coloro che hanno maturato un montante contributivo insufficiente e non abbiano raggiunto i 35 anni di contributi;
b) estendere l’assistenza agli avvocati portatori di redditi bassi e medio-bassi:
5 – vogliamo la progressività per fasce di reddito del contributo soggettivo di base (cfr. art. 2 comma 1 R.C.). A questo proposito anche nell’ottica di armonizzare il sistema previdenziale con quello fiscale si potrebbero adottare gli stessi scaglioni validi ai fini IRPEF (Scaglioni IRPEF: da 0 a 15.000 euro; da 15.001 a 28.000 euro; da 28.001 a 55.000 euro; da 55.000,01 a 75.000 euro; oltre 75.000 euro).
6 – vogliamo la previsione, come requisito essenziale per aver diritto alla pensione di vecchiaia, della cancellazione dall’albo degli Avvocati, così come già prevista per la pensione di anzianità.
Questo progetto si coniuga poi con il nostro programma fiscale incardinato sui principi che seguono:
a) previsione di una “no tax area” per i redditi bassi;
b) estensione del regime dei minimi (cancellando /comprimendo il forfettario);
c) estensione degli ammortizzatori sociali a copertura dei periodi di non lavoro;
d) garanzia per i pagamenti;
e) accesso ai fondi sociali europei.
Porteremo questa piattaforma alla Conferenza Nazionale dell’Avvocatura di Torino.

 

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