Roma 24/06, manifestazione nazionale al Ministero del Lavoro: TUTTI FUORI DAGLI STUDI!

MGA logo-vertM.G.A. con la Coalizione 27 Febbraio #27F: tutti a ROMA il 24/06:
Il nostro invito è agli avvocati, a tutti gli altri professionisti ed alle partite iva, il nostro invito è a tutti noi lavoratori, ed è l’invito a partecipare alla prossima MANIFESTAZIONE NAZIONALE PRESSO IL MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI!
La nostra carovana procede, e non un passo indietro verrà fatto, chiediamo l’equità fiscale e previdenziale, la tutela del lavoro negli studi professionali, il contratto di apprendistato per i praticanti delle professioni ordinistiche e l’estensione degli ammortizzatori sociali ai professionisti ed ai lavoratori autonomi ed alle partite iva.
Di seguito il testo della lettera indirizzata al Ministro Poletti, con l’indicazione di tutte le rivendicazione della Coalizione 27 Febbraio!
TUTTI FUORI DAGLI STUDI!
Ci vediamo a Roma!

*****

Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti,

Siamo lavoratori, professionisti autonomi, atipici e ordinisti, parasubordinati, precari della ricerca, studenti, iscritti al programma ‘Garanzia giovani’; Le scriviamo perché mercoledì 24 giugno saremo sotto il suo ufficio, con un’intenzione chiara: poterLa incontrare, presentarLe le nostre istanze.

A più riprese, tanto Lei quanto il Presidente del Consiglio Renzi, avete dichiarato di voler estendere tutele e diritti al mondo del lavoro autonomo, ai precari, alle giovani generazioni. Di più: è a nome di questo mondo, di cui noi siamo parte, che avete cancellato diritti fondamentali come lo Statuto dei lavoratori. Il Jobs Act è diventato legge, due decreti attuativi sono entrati in vigore lo scorso 7 marzo, ma ancora nulla è stato fatto per chi – e stiamo parlando di milioni di persone – è senza tutele: il decreto Milleproroghe, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 2 marzo, si è limitato a rinviare al 2016 l’aumento dell’aliquota della Gestione separata INPS e la cancellazione del regime dei minimi; la NASpI non è stata estesa, così come promesso, alle partite Iva; la DIS-COLL, che a causa dei ritardi dell’INPS ancora non è stata erogata, esclude ricercatori non strutturati e dottorandi. Ciliegina avvelenata sulla torta, il Presidente del Consiglio ha tacciato di «incostituzionalità» e «assistenzialismo» il reddito minimo garantito, proposta ormai sostenuta da settori molto ampi della società e della politica. Ancora: mentre fisco e previdenza sfiancano i lavoratori autonomi, le imprese che assumono accedono a sgravi di 8.060 euro l’anno, per tre anni, per ogni nuovo contratto.

Non c’è dubbio, qualcosa è cambiato: il licenziamento è diventato facile e le imprese hanno ottenuto maggiori incentivi a carico delle risorse pubbliche e delle tasche dei contribuenti. Tutto il resto, invece, è rimasto come prima: il lavoro professionale e della conoscenza perde sempre più il suo valore, con incessante svalutazione delle competenze, tariffe scandalose, gare al ribasso, appelli al volontariato per attività che generano profitto; il welfare continua a essere un privilegio di pochi; la precarietà si estende. Un paese come l’Italia, che dovrebbe far leva su lavoratori altamente qualificati per risalire la china, non investe su di loro, anzi li aggrava e lascia che la mancanza di tutele abbatta la spinta di innovazione di cui sono portatori.

Il 24 aprile, al seguito della mobilitazione, abbiamo incontrato il Presidente dell’INPS Tito Boeri, e sottoposto a lui le nostre proposte in materia previdenziale. Il 24 giugno saremo da Lei, ministro Poletti, per chiedere conto di quanto fin qui non è stato fatto, per illustrare le linee guida di una trasformazione necessaria, non più rinviabile. Le nostre richieste, che con questa ci limitiamo a presentarLe, sono esito di un confronto serrato che procede da settimane, da Nord a Sud, e che coinvolge una parte del paese e del mondo del lavoro che non ha voce:

* Un’aliquota della Gestione Separata effettivamente sostenibile: non solo il blocco degli aumenti previsto dalla riforma Fornero, ma l’avvio di un piano di riduzione sui parametri europei;

* Diritto all’indennità di malattia per il lavoro autonomo;

* Estensione della DIS-COLL per ricercatori non strutturati e dottorandi;

* Introduzione di correttivi solidaristici all’attuale sistema contributivo;

* Una ‘pensione minima di cittadinanza’ indipendente dal montante contributivo accumulato e superiore all’attuale assegno sociale;

* Tutela del lavoro negli studi professionali e introduzione di un contratto di apprendistato per i praticanti delle professioni ordinistiche;

* Introduzione di un reddito minimo garantito;

* Estensione della NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) – con risorse provenienti dalla fiscalità generale – ai lavoratori autonomi;

* Un monitoraggio effettivo nei confronti delle casse previdenziali ordinistiche.

Riteniamo queste le premesse fondamentali per ripensare i diritti e le protezioni sociali di un paese ‒ il nostro, lo ricordiamo ‒ affossato dalla crisi, dalla disoccupazione di massa, dall’impoverimento, dalla svalorizzazione del lavoro. Pretendiamo di essere ricevuto e ascoltati, confermandoLe che la nostra mobilitazione non si fermerà fino a quando non otterremo risposte concrete.

Distinti saluti,

Coalizione 27 febbraio (ACTA, ADU – Associazione degli avvocati Difensori d’Ufficio, ANAI – Associazione Nazionale Archivistica Italiana, Archivisti in Movimento, Assoarching, Associazione delle guide turistiche, Camere del Lavoro Autonomo e Precario – CLAP, Comitato per l’Equita Fiscale, Comitato Professioni Tecniche – Ingegneri e Architetti, F.N.P.I. – Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane, Geomobilitati – Geometri, IVA sei Partita, Inarcassa Insostenibile, Intermittenti della Ricerca – Roma, MGA – Mobilitazione Generale degli Avvocati, Rete della Conoscenza, Sciopero Sociale – Roma, Stampa Romana)

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