Per la Casse di previdenza private si dovrebbe aprire un processo di unificazione o di integrazione nell’INPS.

CASSLa previdenza è la falce con cui si sta cercando di selezionare l’Avvocatura.
Rimarranno i più ricchi ed i più ammanicati, perchè non è una selezione basata sul merito, ma sul censo, e la Cassa Forense si sta ben prestando a questa operazione di chirurgia previdenziale.
Sicuramente la Cassa Forense riceverà il sostegno politico dei ricchi, ma non potrà certemente ricevere il nostro.
Questo sta accadendo in tutte le altre categorie professionali, e questo dato impone una riflessione dai perimetri politici più ampi.
Il problema come abbiamo più volte evidenziato è comune, e dobbiamo trovare soluzioni comuni.
Una di queste, se non la principale, è quella di accorpare i problemi, e coagulare le energie per poterli affrontarli meglio.
Ci hanno separato, disperdendoci su tanti fronti previdenziali, tanti quanti sono gli enti che gestiscono la previdenza dei professionisti, e sono 21 (pag. 44 del quarto rapporto ADEPP sulla previdenza privata http://www.adepp.info/wp-content/uploads/2014/12/IV-RAPPORTO.pdf):
Adesso crediamo sia giunto il momento di seguire il percorso inverso: dobbiamo unirci su un fronte previdenziale unico, che sia l’INPS o un nuovo Ente nazionale che si occupi della previdenza e dell’assistenza delle libere professioni poco importa, il nostro obiettivo sarà sempre quello di rivendicare il nostro diritto di esistere e di lavorare, il nostro obiettivo sarà sempre quello di avere un sistema previdenziale equo e che sia non solo finanziariamente sostenibile, ma innanzitutto  compatibile con la vita.
Il progetto non è nuovo (basti pensare al ddl A.C. 2715 presentato il 24/09/09, primo firmatario l’On. Cesare Damiano, e al ddl A.C. 3522 presentato in data 1/06/10, primo firmatario l’On. Aldo Di Biagio), ma nuove possono essere le energie per poterlo promuovere e realizzare.
C’è poi un altro dato da considerare: il costo elevatissimo di queste Casse di previdenza.

dieci

Come emerge da un’indagine di Italiaoggi http://www.sivempveneto.it/images/stories/1a1a1_0aaacasse_poltrone_doro.pdf “Costano oltre 33,5 milioni di euro le poltrone delle Casse di previdenza private e privatizzate per occuparsi delle pensioni di 1,3 milioni di professionisti. Tanto hanno speso le 20 gestioni nel 2011 per gli organi collegiali: consigli di amministrazione, revisori e delegati. Circa due milioni in più rispetto al 2010. A confronto, l’Inps ha speso nel 2011 meno di un decimo per occuparsi, però, di 20 milioni di soggetti.

Anche questi dati confortano la nostra posizione: sono sopratutto questi costi a non essere piu finanziariamente sostenibili, non la nostra esistenza professionale.
Dobbiamo rifondare tutto, deve essere difondato tutto.
Ad maiora.

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