Programma elettorale di MGA per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Trani.

fasdfdsafsGli Ordini professionali svolgono solo ed esclusivamente le funzioni di carattere amministrativo delineate dalla Legge professionale 247/12; essi sono estranei alla rappresentanza politica dell’Avvocatura essendo questa un’esclusiva prerogativa del Congresso nazionale forense e dell’O.U.A. che ne è l’unica, democratica espressione.
Questa è la fondamentale premessa del programma elettorale di M.G.A. per le elezioni dei C.O.A. di Trani, così come per qualsiasi altro.
Sulla base di questo cardine, noi candidati della lista M.G.A. per il rinnovo del C.O.A. di Trani ci impegnamo a svolgere con la massima dedizione, competenza e trasparenza, le funzioni amministrative delineate dall’art. 29* della Legge professionale 247/12.
Inoltre, al fine di migliorare le condizioni di esercizio della nostra professione, sarà nostro impegno:
– garantire la trasparenza e l’equa distribuzione degli incarichi di nomina giudiziaria, con la rigorosa attuazione di quanto previsto dall’art. 23** disp. att. c.p.c. ;
– favorire la conoscenza del codice deontologico, ferme restando le competenze del Consiglio Distrettuale di Disciplina;
– garantire la trasparenza e la massima conoscenza ed informazione delle attività del C.O.A., anche con l’uso delle tecnologie informatiche e la ripubblicazione della rivista “Il Foro di Trani”;
– adottare un piano di austerity amministrativa-gestionale con il taglio alle spese e dei costi non essenziali, il risparmio delle risorse e l’ottimizzazione del loro impiego;
– garantire la massima trasparenza, efficacia ed efficienza delle strutture e degli organismi istituiti dall’Ordine quali:
>la Fondazione dell’Ordine forense;
> lo “Sportello del cittadino” (art. 30 della Legge 247/12);
> la Camera arbitrale Interprofessionale di Trani (C.A.I.T.);
> l’Organismo di mediazione;
– potenziare l’Osservatorio permanente sulla Giustizia, quale strumento di consultazione che attraverso la collaborazione tra Magistratura, Avvocatura, e personale amministrativo, possa individuare delle soluzioni concrete per il migliore funzionamento, in sede locale, della giustizia e degli uffici giudiziari, anche mediante la redazione di protocolli, ove necessario concertati con il Comune. In particolare intendiamo:
– riprendere il progetto edilizio della “Cittadella Giudiziaria”;
– migliorare le infrastrutture, le installazioni e gli impianti dei locali adibiti a sedi giurisdizionali;
– istituire un serviizo di “babysitteraggio”, nonchè qualsiasi altro servizio che possa risultare utile per l’esercizio della professione da parte dei Colleghi genitori;
– adottare il cd. “Programma Strasburgo”, nelle sue successive evoluzioni, redatto nel 2001 dall’allora Pres. del Tribunale di Torino dott. Mario Barbuto, consistente in un codice di prescrizioni e consigli (di seguito il link) per la trattazione delle cause civili di vecchia data, finalizzato al loro celere smaltimento http://www.diritto.it/osservatori/giustizia_costituzione/ver_giustizia/legge_pinto.pdf
– garantire la qualità della formazione professionale e dell’aggiornamento professionale gratuito, ottimizzando le tecnologie informatiche anche e soprattutto ai fini dell’offerta di corsi e. learning, organizzati direttamente dal C.O.A.;
– costituire uno “Sportello suggerimenti e disfunzioni” al quale tutti gli operatori del diritto possono far pervenire le segnalazioni di eventuali disfunzioni tecniche-organizzative e/o suggerimenti utili al miglioramento delle condizioni di esercizio della professione;
– potenziare il sito internet anche in relazione alla tempestiva pubblicazione di eventuali rinvii delle udienze, almeno 24 ore prima della data fissata.
– accelerare per quanto di competenza del C.O.A., la digitalizzazione ed informatizzazione delle procedure giudiziarie.
*Legge 31.12.2012 n. 247. Nuova disciplina dell’ordinamento della professione forense
Art. 29. Compiti e prerogative del consiglio
1. Il consiglio:
a) provvede alla tenuta degli albi, degli elenchi e dei registri;
b) approva i regolamenti interni, i regolamenti in materie non disciplinate dal CNF e quelli previsti come integrazione ad essi;
c) sovraintende al corretto ed efficace esercizio del tirocinio forense. A tal fine, secondo modalità previste da regolamento del CNF, istituisce ed organizza scuole forensi, promuove e favorisce le iniziative atte a rendere proficuo il tirocinio, cura la tenuta del registro dei praticanti, annotando l’abilitazione al patrocinio sostitutivo, rilascia il certificato di compiuta pratica;
d) organizza e promuove l’organizzazione di eventi formativi ai fini dell’adempimento dell’obbligo di formazione continua in capo agli iscritti;
e) organizza e promuove l’organizzazione di corsi e scuole di specializzazione e promuove, ai sensi dell’articolo 9, comma 3, l’organizzazione di corsi per l’acquisizione del titolo di specialista, d’intesa con le associazioni specialistiche di cui all’articolo 35, comma 1, lettera s);
f) vigila sulla condotta degli iscritti e deve trasmettere al consiglio distrettuale di disciplina gli atti relativi ad ogni violazione di norme deontologiche di cui sia venuto a conoscenza, secondo quanto previsto dall’articolo 50, comma 4; elegge i componenti del consiglio distrettuale di disciplina in conformità a quanto stabilito dall’articolo 50;
g) esegue il controllo della continuità, effettività, abitualità e prevalenza dell’esercizio professionale;
h) tutela l’indipendenza e il decoro professionale e promuove iniziative atte ad elevare la cultura e la professionalità degli iscritti e a renderli più consapevoli dei loro doveri;
i) svolge i compiti indicati nell’articolo 11 per controllare la formazione continua degli avvocati;
l) dà pareri sulla liquidazione dei compensi spettanti agli iscritti;
m) nel caso di morte o di perdurante impedimento di un iscritto, a richiesta e a spese di chi vi ha interesse, adotta i provvedimenti opportuni per la consegna degli atti e dei documenti;
n) può costituire camere arbitrali, di conciliazione ed organismi di risoluzione alternativa delle controversie, in conformità a regolamento adottato ai sensi dell’articolo 1 e con le modalità nello stesso stabilite;
o) interviene, su richiesta anche di una sola delle parti, nelle contestazioni insorte tra gli iscritti o tra costoro ed i clienti in dipendenza dell’esercizio professionale, adoperandosi per comporle; degli accordi sui compensi è redatto verbale che, depositato presso la cancelleria del tribunale che ne rilascia copia, ha valore di titolo esecutivo con l’apposizione della prescritta formula;
p) può costituire o aderire ad unioni regionali o interregionali tra ordini, nel rispetto dell’autonomia e delle competenze istituzionali dei singoli consigli. Le unioni possono avere, se previsto nello statuto, funzioni di interlocuzione con le regioni, con gli enti locali e con le università, provvedono alla consultazione fra i consigli che ne fanno parte, possono assumere deliberazioni nelle materie di comune interesse e promuovere o partecipare ad attività di formazione professionale. Ciascuna unione approva il proprio statuto e lo comunica al CNF;
q) può costituire o aderire ad associazioni, anche sovranazionali, e fondazioni purché abbiano come oggetto attività connesse alla professione o alla tutela dei diritti;
r) garantisce l’attuazione, nella professione forense, dell’articolo 51 della Costituzione;
s) svolge tutte le altre funzioni ad esso attribuite dalla legge e dai regolamenti;
t) vigila sulla corretta applicazione, nel circondario, delle norme dell’ordinamento giudiziario segnalando violazioni ed incompatibilità agli organi competenti.

**Art. 23 C.p.c. Vigilanza sulla distribuzione degli incarichi
Il presidente del tribunale vigila affinché, senza danno per l’amministrazione della giustizia, gli incarichi siano equamente distribuiti tra gli iscritti nell’albo in modo tale che a nessuno dei consulenti iscritti possano essere conferiti incarichi in misura superiore al 10 per cento di quelli affidati dall’ufficio, e garantisce che sia assicurata l’adeguata trasparenza del conferimento degli incarichi anche a mezzo di strumenti informatici.
Per l’attuazione di tale vigilanza il presidente fa tenere dal cancelliere un registro in cui debbono essere annotati tutti gli incarichi che i consulenti iscritti ricevono e i compensi liquidati da ciascun giudice.
Questi deve dare notizia degli incarichi dati e dei compensi liquidati al presidente del tribunale presso il quale il consulente è iscritto.
Il primo presidente della corte di appello esercita la vigilanza prevista nel primo comma per gli incarichi che vengono affidati dalla corte.

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