MGA: l’astensione ad oltranza deliberata dagli Avvocati di Cagliari è illegittima.

Comprendiamo bene lo spirito che ha mosso i Colleghi della Sardegna, ma la posizione assunta con la delibera del 7/02/14, è sbagliata.

 Le modalità dell’ astensionec ollettiva dall’attività giudiziaria degli avvocati sono disciplinate dal Codice di autoregolamentazione, e la delibera in oggetto, ne viola alcuni fondamentali passaggi in particolar modo quelli relativi alla durata, ex art. 2comma 4: “Ciascuna proclamazione dever guardare un unico periodo di astensione. L’astensione non puo’ superare otto giorni consecutivi con l’esclusione dal computo della domenica e degli altrigiorni festivi. Con riferimento a ciascun mese solare non puo’ comunque esseresuperata la durata di otto giorni anche se si tratta di astensioni aventi adoggetto questioni e temi diversi. In ogni caso tra il termine finale diun’astensione e l’inizio di quella successiva deve intercorrere un intervallodi almeno quindici giorni”.

 Non sono inoltre invocabili le disposizioni dell’art. 2 comma 7 della Legge 146/90, poichè il caso concreto non è sussumibile nella fattispecie astratta da esso prevista e disciplinata: infatti, di “eventi lesivi dell’ordine costituzionale” non ve n’è stato alcuno.

 Comprendiamo bene le difficoltà,perché sono anche le nostre, ma dobbiamo sforzarci di comprendere che in questa fase non è l’istinto e la rabbia a poter fornire un miglioramento dellasituazione, ma lo studio, l’analisi, la ponderazione, la politica, la strategia.

 L’obiettivo prioritario di MGA,ma che crediamo condivisibile da tutti gli Avvocati italiani, è quello di riconquistare, per l’Avvocatura, il proprio ruolo naturale di avanguardia delleprofessioni intellettuali, il proprio ruolo di orientamento etico, sociale e culturale, ed il proprio ruolo naturale di difensore dei diritti costituzionali: questo stesso obiettivo però inibisce ogni azione con esso incompatibile.

 Il rispetto della Legge, per noi,è e deve essere un perimetro invalicabile, anche se non soprattutto per tentare di innescare, nella società, un virtuoso processo di emulazione.

 L’invito è ad una maggiore concertazione ed all’unità, sia negli obiettivi che nelle azioni.

 L’unita è un valore, ma dobbiamo conquistarlo con cessioni di sovranità a favore dell’organismo di rappresentanza unitaria, l’O.U.A., di cui deve essere innanzitutto affermata e legittimata la qualità di interlocutore unico della categoria professionale.

Questo ci consentirà di superare uno dei nostri principali problemi, la frammentazione interna e le iniziative isolate.

 Divisi perdiamo tutti, uniti forse potremmo avere qualche possibilità di vittoria.

 L’alternativa è il caos, e quest’ultimo può aiutare le posizioni politiche di altri, non di certo la nostra.

M.G.A. 

Cosimo D. Matteucci

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