Autocritica; rifondazione dell’Avvocatura; ampliamento delle fonti di reddito; partecipazione attiva alla politica forense.

Finalmente il messaggio inizia ad attecchire, questo posso e possiamo affermare dopo quasi due anni sul fronte della politica forense, in prima linea.

AUTOCRITICA
Il problema della categoria è interno prima di essere esterno, siamo tutti noi avvocati i primi responsabili del gravissimo stato di dissesto etico, politico, previdenziale e deontologico in cui la categoria sta cercando di non annegare e lo siamo diventati fin dal momento in cui abbiamo deciso di disinteressarci della politica forense, della vita del diritto e della vita della Istituzioni forensi, dalla CASSA, al C.N.F., all’O.U.A. agli Ordini, lasciando che pochi decidessero le sorti professionali di tutti.

L’Avvocatura italiana è malata, ed è affetta da gravissime patologie che ha sostanzialmente contratto della decadente società italiana, e che ne hanno corroso ogni forma di credibilità; ed infatti è stata proprio la mancanza di credibilità, il primo dei nostri principali problemi, nelle interlocuzione con il legislatore.


Questa patologie, inoltre, hanno costantemente alimentato la già grave disistima dell’opinione pubblica nei nostri confronti, segnando ab origine il fallimento di ogni iniziativa politico-forense, considerando la mancanza di qualsiasi forma di solidarietà sociale.

Dobbiamo risolvere, soprattutto sul piano previdenziale, il conflitto intergenerazionale ed interreddituale che da tempo logora il tessuto connettivo dell’Avvocatura, altrimenti la tanto invocata unità della categoria, non esisterà mai, come infatti attualmente non esiste.

Per quanto riguarda la previdenza, la posizione di MGA è cristallizzata da tempo in un progetto di riforma che prevede il passaggio al sistema di calcolo contributivo, unitamente ad altre soluzioni che riteniamo utili proprio al fine di risolvere questo conflitto, determinando un sistema previdenziale sostenibile, solido ed equo, soprattutto in relazione alle fasce economicamente più deboli della categoria e quindi i giovani avvocati ed in generale gli avvocati portatori di redditi bassi e medio-bassi, ai quali sono innanzitutto rivolte le nostre attenzioni e sui quali di fatto grava il maggior peso previdenziale.

RAPPRESENTANZA POLITICA: l’OUA.
L’Avvocatura deve consolidare la propria rappresentanza politica unitaria, l’OUA, che deve essere forte, indiscussa, agile nelle decisioni e credibile nel sostenerle politicamente.

Sul punto si plaude ai lavori ed agli sforzi della Commissione Statuto dell’OUA, ed a tutti coloro che se ne stanno facendo carico, anche e soprattutto perchè conosco e conosciamo tutto il sacrificio che v’è dietro.https://www.facebook.com/notes/valentain-morgana-restain%C3%B2/il-bug-della-riforma-lart-39-e-la-commissione-statuto/10151600200201001

RIFONDAZIONE DELL’AVVOCATURA.
Su questo punto la chiarezza mi impone quanto segue: moltissimi di noi non ce la faranno, dobbiamo essere realisti, per quanto riguarda tutti gli altri, spero e speriamo che la lezione sia servita, perchè spetterà a questi ultimi il compito di ricostruire la categoria.Amici e colleghi dobbiamo riformarci, dobbiamo rinnovarci, dobbiamo evolverci, l’Avvocatura deve riappropriarsi del suo ruolo naturale di avanguardia delle professioni intellettuali, del suo ruolo socio-economico e di orientamento etico, deve riappropriarsi del suo ruolo essenziale di difensore dei diritti in ogni situazione sociale in cui lo stesso sia stato violato. Questo è l’unico strumento con cui possiamo ottenere un miglioramento delle condizioni generali di esercizio della professione, ed è un passaggio fondamentale al fine di potersi porre degli obiettivi ancora più ambiziosi, come quello di aumentare i confini delle nostre competenze professionali e quindi di aumentare i nostri redditi e di raccogliere le sfide della società globalizzata.

DIFESA ED AMPLIAMENTO DEL PERIMETRO DELLE COMPETENZE PROFESSIONALI.
M.G.A. ha già proposto alla Camera dei Deputati nella precedente Legislatura un d.d.l. per l’estensione agli avvocati di alcune competenze notarili come le compravendite immobiliari, lo riproporremo, speriamo con il sostegno dell’OUA e delle altre associazioni, unitamente ad altre proposte che escludano gli altri professionisti dai settori giuridici, pensiamo ad es. ai commercialisti a cui, tra le altre cose, deve essere ad es. inibito il conferimento degli incarichi sia per i fallimenti che per le vendite giudiziarie forzate.

PARTECIPAZIONE ATTIVA ALLA POLITICA FORENSE.
Queste ed altre riforme potranno essere realizzate solo se tutti insieme riusciremo a sostenerle.
L’esortazione è ad una nuova ed attiva partecizione alla politica forense ed alla vita delle Istituzioni Forensi, l’invito è ad un nuovo impegno politico ed associativo per la rifondazione, innanzitutto etica, della categoria.

 
M.G.A.
Il presidente
Avv. Cosimo D. MATTEUCCI
Immagine
 
 
 

 

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